Calabria, turismo in chiaroscuro
di Danilo Colacino29 luglio 2014
da il sole 24ore
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Una delle poche leve di una realtà economicamente depressa, tuttavia baciata da madre natura, come la Calabria dovrebbe essere il turismo. I rapporti più aggiornati sullo specifico settore rivelano però una situazione in chiaroscuro tra indicatori che inducono a un cauto ottimismo in vista del prossimo futuro ed elementi tali da non farlo ritenere una locomotiva in grado di spingere i "vagoni della ripresa". Quella vera, tangibile.
I dati raccolti nel 2013, in attesa del consuntivo sull'estate da poco iniziata, servono a tirare le somme e parlano di 1.472 milioni di arrivi per circa 8 milioni di pernottamenti. Gli stranieri che hanno alloggiato in strutture ricettive sono stati 254.300, fermandosi mediamente 6.54 giorni e producendo 1.663 milioni di presenze. Il tratto caratteristico della stagione turistica scorsa è stata la variazione degli arrivi di stranieri rispetto al 2012 (+4%), trend più marcato dell'incremento delle presenze (+1.1%) a causa di un calo della permanenza media (-0.2%). Globalmente, però, si è assistito a una diminuzione degli arrivi nel 2013 del 2.4% e delle presenze del 4.3%: questo perché, seppur aumenta il numero degli stranieri che sceglie la Calabria, gli italiani in arrivo diminuiscono, confermando la tendenza del biennio precedente in linea con la situazione nazionale gravata da una congiuntura sfavorevole.
Il trend dei flussi alberghieri, nell'ultimo triennio, è stato negativo: sono calati sia gli arrivi (con un -3.4%) che le presenze (-6.9%). Sui vacanzieri italiani, nel raffronto con il 2011, è emerso un -5.4% di arrivi e un -8.8% di presenze. Negli esercizi extralberghieri hanno alloggiato 210 mila turisti, i cui relativi pernottamenti (1.596 milioni) sono risultati connotati da una permanenza media di 7.6 giorni (circa 2.5 in più rispetto all'alberghiero, di cui l'incidenza percentuale ha rappresentato, in termini di presenze, il 18.7% del movimento regionale). È pur vero, tuttavia, che nell'extralberghiero sono state entrambi le componenti, di italiani e di stranieri, a diminuire. Nel comparto alberghiero, invece, gli stranieri hanno fatto registrare un incremento (arrivi +5% e presenze +2.7%).
Un segno più lo si è avuto anche davanti al trasporto aereo in tutti gli aeroporti della regione. Alcuni fattori come il ruolo esercitato dalle compagnie low-cost, in virtù dell'abbattimento dei costi di viaggio, e le difficoltà a cui si va incontro per raggiungere la Calabria - dovute ai limiti infrastrutturali e ai problemi di viabilità tali da rendere poco appetibile il ricorso ai mezzi alternativi – hanno favorito l'uso dell'aereo per i collegamenti da e per la regione. E le statistiche confermano tale trend con un incremento dei voli (in totale del 13.8%) e dei passeggeri (40.5%) nell'ultimo lustro. Nel periodo 2008-2012, il ritmo di crescita globale è stato positivo con un tasso annuo del 3.3% per quanto concerne i voli e del 9% per i passeggeri. Malgrado in taluni casi le variazioni annuali di viaggiatori, arrivati e partiti, dagli aeroporti calabresi e del numero dei voli siano stati variabili, facendo registrare anche valori negativi. Nel 2009 (con un -4.3%) e nel 2012 (con un -5.1%) c'è stata infatti una riduzione dei voli, mentre per i passeggeri nel 2010 e 2011 la crescita è stata notevole con incrementi rispettivamente del 16.2% e del 18.3%.
I porti attivi, invece, sono 40. Due in più del 2007. In linea con il dato nazionale, il tipo di approdo prevalente è il porticciolo (75%) che dal 2007 al 2013 è aumentato del 10.6% così come l'approdo di tipo banchina-pontile (+1.2%) mentre sono in netta flessione le spiagge attrezzate (-9%). Nello stesso periodo si è registrato un incremento di circa 900 posti barche: è la costa ionica a contribuire maggiormente con un aumento di 741 unità.
Un importante elemento d'attrattivapotrebbe essere l'enogastronomiad'eccellenza. La Calabria detiene varie denominazioni: 11 Dop, 4 Igp, 12 Doc e 13 Igt. Grazie ai 272 prodotti agroalimentari riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole, la regione è entrata nella top ten della graduatoria italiana aggiudicandosi il 6. posto anticipata solo da Toscana (456); Piemonte (367); Veneto (367); Lazio (341); Campania (330) e Liguria (297). Otre ai vini di qualità, il turista può andare alla ricerca di almeno una tra le bevande analcoliche, distillati e liquori (a base di frutta, in particolare agrumi, ma anche di erbe, radici e spezie); le 28 specialità di carni (e frattaglie) fresche (podolica, ovina, caprina, di maiale salata e di maiale nero calabrese); i 24 tipi di formaggi (a pasta morbida, semidura e stagionata); le 4 tipologie di grassi (l'olio evo con le caratteristiche cultivar); i 77 tipi di prodotti vegetali allo stato naturale trasformati (a base di frutta, ortaggi freschi ed essiccati, legumi, erbe spontanee e così via), tra cui si può trovare uno dei condimenti tradizionali più gustosi: il salmoriglio; le 85 tipologie di pasta fresca e prodotti di panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria; le 12 specialità (frittelle, frittate, maccheroni al ferretto, ortaggi ripieni, polpette, sughi di carne e verdure e tanto altro ancora); le 21 preparazioni a base di pesce, molluschi e crostacei, pure allevato con tecniche particolari (alici, sarde salate, stocco e così via) nonché, per concludere, gli 11 gustosi prodotti di origine animale (il miele e quelli lattiero-caseari di vario genere, burro escluso).

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